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S C H I Z Z O B I O G R A F I C O
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Roberto Covili, figlio d'arte, fin dalla sua prima infanzia e giovinezza si dedica al disegno.
La sua è una personalità schiva e solitaria e solo nel 1986 espone per la prima volta i suoi lavori nella mostra, al Palazzo Ducale di Pavullo nel Frignano (MO), dal titolo: "Pavullo: generazioni anni 50-60".
Franco Pone in catalogo scriveva:
... "Covili junior è essenzialmente un grafico. Ricco di invenzioni e di trovate sperimentali, con attitudini spiccate per la cartellonistica e la pubblicità visiva. Appaiono notevoli le affinità col grafismo americano e con alcuni aspetti della Pop Art (Rosenquist, Lichtenstein), svincolata dai suoi contenuti più tipicamente Yankee e stilizzata nelle forme di un aggiornato linguaggio grafico: un segno che può essere, nello stesso tempo, secco e preciso come un design ed anche estroso e fantasioso cone uno schizzo di Hokusai" ...
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Roberto Covili in silenzio, lavorando con pudore e senza approfittare della notorietà del padre, solo nel 2003, in occasione della mostra "Paesaggi dell'anima", ci consente di individuare il suo percorso artistico.
È attraverso le opere che l'artista dedica al paesaggio a partire dalla fine degli anni '80, che si può "scoprire" la sua maturazione. I testi al catalogo di quella mostra, a cura di Paolo Donini e Maria Teresa Orengo, colgono l'evoluzione e tracciano l'itinerario progressivo per evidenziare la maturazione e la crescita intellettuale del pittore.
"Un appunto dal segno che non c'è: il paesaggio d'anima di Roberto Covili" di Paolo Donini
"Paesaggi dell'anima" di Maria Teresa Orengo
Dal 2003 l'artista, pur continuando il suo "percorso" sul paesaggio, riprende e ci propone la sua figura femminile.
Le opere e i disegni sono tutti ritratti immaginari dove il pittore "scruta" stati d'animo e "situazioni" espressive della fisionomia del volto o della postura del corpo.
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